Mr. TEMPO BATTE CASSA:

Non abbiamo tempo? Fiducia? O non abbiamo tempo per la fiducia?!

Succede di rado, di non essere nella “giornata tetris”, di fare la spesa senza affanno, di poter concedere gentilezze (l’egoistico piacere di dare), così sorridi al Tipo con il detersivo, e insisti che passi! Te pare?!

In fila, ti guardi intorno… c’è la coppia dietro col carrello di traverso, per non occludere il passaggio; c’è l’altra cassa con molta più gente, perché? Fessi….(o fessa tu?, chissà…lo scopriremo solo vivendo)… ed eccolo…

Davanti hai un carrello mammuth!

Spesone di Natale?!

Una quantità di roba invereconda, stracolmo!

Ti piglia lo sconforto, la frustrazione, l’ansia.. abitudine da ansia. Ma poi realizzi che stranamente non hai impegni a incastro tempo/spazio che manco il teletrasporto, e metti via l’ansia, infili in borsa e chiudi.

Il più stressato è il Tipo col detersivo, che poi sei te di solito (poraccio!), il carrello mammuth è in ballo, quindi tocca aspettare.

Che se saranno comprati? E’ un papà con due figli (a casa ne avrà altri 5, o magnano quanto te!), femmina e maschio, 6/7 anni, la bimba è sicuramente la maggiore ed è il “vice”. Il babbo è in fondo, imbusta e dà le direttive, con calma e tranquillità. Al “mammuth”, la bimba e il nano si affaccendano per mettere tutto sul nastro: biscotti, pennette bio, ricotta, pane, biscotti, mele, arance, biscotti… ahahahah ne magnano di biscotti!

Il nano, piccolo e non particolarmente alto per la sua età,  si impegna parecchio ad estrarre dal carrello e posizionare sulla cassa. Ma più la sorella maggiore è svelta e gli fa trovare lo spazio pieno, più lui non si abbatte e il posto lo ricava ad ogni “viaggio”.

Noi si sta tutti a guardare. E’ avvincente. Noi adulti subiamo la fretta, i clienti successivi, la corsa alle buste prima che la cassiera enunci il tot..

.. questi bambini hanno un’unica premura: portare a termine il compito e farlo bene.

Farlo e farlo bene.

Al massimo delle loro capacità, per aiutare il padre, per dimostrare a loro stessi che sono CAPACI.

Loro si sono gettati in questa sfida, e ne usciranno, non con la spesa, ma con una CONQUISTA.

AUTONOMIA.

Scende il livello nel carrello e sale quello di difficoltà,  ci si sbraccia ora per prendere le cose, letteralmente il nano si allunga per arrivare all’uva (non come la Volpe!).

La coppia dietro sui 70 anni, chiaramente  presa da impazienza, comincia a commentare: “dovrebbero aiutarli”, “poverini”… e si unisce a questa pena più di uno.

Poverini? Non vedete come sono presi?! Tanto silenzio e serietà perché hanno una sfida da portare a termine! E che bravo il papà, non gli mette fretta o angoscia, li sostiene con lo sguardo, dopo avergli dato degli input chiari all’inizio! E loro, difficoltà a parte, alla fine sono pure veloci!

Ma non dico nulla, tengo tutto in testa, mi mordo la lingua e spero nella pazienza o nella fiducia, languono entrambe, non ne vedo in nessun carrello, terminate.

Eeee …eeeeeccolo! Lui, il signor Impazienza… 

Sgattaiola innanzi, travestito da Clemente Pena, che borbotta “nessuno li aiuta sti bambini!”, “non ce la fanno”(sua moglie Sfiducia)!!

CE LA FANNO! CE LA FANNO! SONO CAPACI!

Vuoi mettere che SODDISFAZIONE tutto da soli?! (non regalo sorrisi, ma qui è necessario e glielo sfodero).

Clemente Pena non si arresta, dritto al carrello… Ottengo almeno che non estragga di sua mano gli ultimi pezzi, ma li trascini solo nel lato meno in pendenza.

Soddisfatto, con una smorfia di ego e riverbero di biasimo nei nostri confronti, se ne torna al braccio di Sfiducia.

Io mi godo un casco di banane acciuffato sulla punta dei piedini, ed un parmigiano, in fondo in fondo, con tanto di linguetta tra i denti per lo sforzo… e questo è TUTTO.

E’ tutto, nel vero senso.

Nano e Vice spingono il carrello fino al papà, sorridono orgogliosi!

Il Tipo sospira, e finalmente poggia il detersivo.

Io mi guardo da fuori, senza fretta, ogni tanto:

Ti sorride la faccia.  Bada, che ti sorride la faccia!

…a volte, se si ha tempo, c’è solo da trattenere il fiato ed avere fiducia.

– la vita di tutti i giorni, scritto da Anja.