COSA NON RIUSCIAMO A CAPIRE DI QUESTA SITUAZIONE?

Tutto dipende da noi e dalla nostra RESPONSABILITA’ CIVILE. Non siamo in guerra, non c’è bisogno di fuggire come se stessero per bombardarci dal cielo. Questo succede in Siria, e per questo dovremmo fare qualcosa, ma non succede oggi in Italia. 

Oggi in Italia, c’è una tipologia di Coronavirus che ci impone per il nostro bene, personale e di tutta la collettività, di seguire delle regole ben spiegate e dettagliate, sui nostri comportamenti. 

Il vademecum, che un nostro amico fidato medico dello Spallanzani ci ha gentilmente stilato è questo ed è molto semplice:

RISPETTARE (TUTTI E TUTTE) le restrizioni richieste più importanti, quali:
1. Stare ad almeno 1 metro di distanza,

2. Tossire o starnutire solo con il braccio davanti

3. Lavarsi spesso le mani

ALMEMO (ricordandoci di fare spazio alla nostra responsabilità) IN PRESENZA DI PERSONE CHE NON FANNO PARTE DEL PROPRIO NUCLEO FAMILIARE.

I 3 passaggi più importanti, in assoluto, sono questi:

Primo passo FONDAMENTALE:

Se NON hai nessun sintomo STAI TRANQUILLA/O. Non ti agitare inutilmente, non andare al pronto soccorso chiedendo di farti un tampone solo perché pensi di essere stato o sei stato in contatto con qualcuno che ha contratto o potrebbe avere il COVID19. Nè tantomeno fai finta di niente e non rispetti le tre regole iniziali. La responsabilità è la prima cosa.
Il problema più grande infatti è che gli ospedali stanno collassando così come il personale che deve stare dietro a tante persone che si recano in ospedale con timori infondati. Allo stesso tempo coloro che vanno in giro senza seguire le regole, possono essere asintomatici ma diffondere il virus a persone che, anche senza saperlo, possono essere più deboli fisicamente e quindi più portate ad avere delle complicazioni che vanno oltre l’influenza.

Secondo passo: se hai tosse o raffreddore, cerca di rimanere a casa il più possibile. Se hai bisogno o necessità di uscire, mantieni sempre la distanza di sicurezza richiesta e fai solo passeggiate all’aperto, non entrare in nessun luogo chiuso se non in presenza di un numero di persone adeguate a mentenere la distanza richiesta. Tieni bocca e naso coperti quando sei nei luoghi chiusi.

Terzo passo: Se insieme ai due sintomi di cui sopra si aggiunge febbre o male alle ossa. O hai solo febbre e male alle ossa, NON ANDARE AL PRONTO SOCCORSO MA CHIAMA IL 118 o il numero dedicato 1500 o il numero verde, ti autoisoli e rimani a casa, senza nessuna uscita di nessun tipo. Chiedi aiuto per spesa e cose di prima necessità.
Ti sarà spiegato via telefono esattamente cosa fare e come curarti.

**NON ANDARE MAI IN OSPEDALE DI TUA SPONTE**
**NON FARE FINTA DI NIENTE**

**NON METTERE IN PERICOLO ALTRE PERSONE**

Il problema FONDAMENTALE non è la gravità o meno del virus, di cui di fatto non si può assolutamente dire ad oggi se sia più o meno grave di altri, (statistiche non ancora attendibili) ma la sua facilità nella diffusione e l’impossibilità dei nostri ospedale e del nostro servizio sanitario nazionale di gestire la situazione, se noi tutti non gli diamo una mano seguendo quanto sopra detto.

La cosa più importante è la GESTIONE INDIVIDUALE E RESPONSABILE del virus soprattutto nei confronti della collettività.

Allora cerchiamo di prendere il lato positivo di questa situazione emergenziale: per esempio possiamo riflettere sulle piccole cose.

Quanto per noi è importante il contatto con l’Altro, il saluto, il bacio, l’abbraccio o anche una pacca sulla spalla?

Oggi al parco, sedute in cerchio, a debita distanza, ci pensavamo e ci siamo rese conto che siamo un popolo molto più caloroso di ciò che pensiamo o vediamo sui social. Tutti stiamo soffrendo molto l’impossibilità di contatto fisico con il prossimo, dall’amico più caro allo sconosciuto. Anche la persona che si definisce “più fredda” ha una grande difficoltà a contenersi e sta dicendo a se stessa che forse non era poi così fredda come pensava. 

Oggi vi lasciamo così, con questa peosia che ci ha inviato il nostro amico medico infettivolgo dello Spallanzani, come un nettare in questo momento di costante cambiamento.

LAVATEVI LE MANI di Andrea Melis

Lavatevi le mani
ma andate scalzi
e baciate la terra ferita.
Starnutite pure nel gomito
ma leccate le lacrime di chi piange.
Non viaggiate a vanvera
ora è tempo di stare fermi
nel mondo
per muoversi in noi stessi
dentro gli spazi sottili
del sacro e l’umano.
Indossate pure le mascherine
ma fatene la cattedrale del vostro respiro,
del respiro del cosmo.
Ascoltate pure il telegiornale
che finalmente parla di noi
e del più grande miracolo
mai capitato:
siamo vivi
e non ci rallegra morire.
Per ogni nuovo contagio
accarezza un cane
pianta un fiore
raccogli una cicca da terra,
chiama un amico che ti manca
narra una fiaba a un bambino.
Ora che tutti contano i morti
tu conta i vivi,
e vivi per contare,
concedi solo l’ultimo istante
alla morte
ma fino ad allora
vivi all’infinito,
consacrati all’eterno.